I contenuti di questa pagina sono disponibili solo in lingua tedesca

Tra Montessori e cooperazione: il mondo di Casa Bimbo

La cooperativa sociale Casa Bimbo Tagesmutter - da poco diventata membro della Federazione Cooperative Raiffeisen – gestisce 22 microstrutture, 5 microstrutture aziendali, una scuola materna Montessori e un servizio Tagesmutter/Tagesvater. Nell’intervista la direttrice Stefania Badalotti e la consigliera Bettina Siller raccontano cosa rende speciale il loro lavoro.

Come descriverebbe, in poche parole, la visione e la filosofia della cooperativa Casa Bimbo?

Stefania Badalotti: Con un organico di circa 250 dipendenti — in prevalenza donne — la nostra cooperativa mette al centro il benessere delle proprie collaboratrici. Crediamo fermamente che la qualità del servizio nasca dalla possibilità di conciliare armoniosamente vita professionale e privata.

La nostra proposta pedagogica si ispira al metodo Montessori: accompagniamo il bambino nella scoperta della propria autonomia, consapevoli che i piccoli di oggi saranno i cittadini e i leader di domani. Supportiamo le famiglie offrendo loro la serenità di sapere i propri figli accolti in un ambiente amorevole e stimolante.

Siamo un punto di riferimento in Alto Adige per l’infanzia, con un’offerta completa che accompagna i bambini dai 0 ai 10 anni. La nostra proposta spazia dai nidi (aziendali e comunali) e il servizio Tagesmutter, fino alla scuola dell’infanzia a metodo Montessori.

Siamo radicati nel territorio, con una presenza capillare che include la Val Badia e la Val Gardena, dove garantiamo personale madrelingua ladino. La nostra unicità risiede nella capacità di innovare: stiamo inaugurando due nuove strutture presso il WaltherPark (un nido aziendale e uno comunale da 60 posti con orari flessibili) e gestiamo un polo educativo d'eccellenza al NOI Techpark. Qui, la continuità pedagogica è garantita da un nido aziendale al piano terra e dalla "Casa dei Bambini" (3-6 anni) al primo piano, offrendo alle famiglie un servizio integrato e unico nel suo genere.

Guardandosi indietro dalla fondazione della cooperativa fino a oggi, cosa la rende più fiera?

Stefania Badalotti: Nata dall’iniziativa di otto socie fondatrici, la nostra realtà conta oggi quasi 250 dipendenti. Il nostro percorso, iniziato con il servizio delle Tagesmütter, si è evoluto costantemente nel tempo. Il cuore pulsante di Casa Bimbo è un team coeso: molte di noi collaborano sin dall’inizio della propria carriera, mantenendo intatta la dedizione all’aggiornamento e alla crescita. Siamo l’espressione autentica del modello cooperativo, dove la partecipazione dei soci è concreta, sentita e trasparente.

E se avesse una bacchetta magica?

Stefania Badalotti: Il mio obiettivo è accreditarci come ente formatore Montessori per estendere questo approccio pedagogico alle scuole primarie e, in futuro, alle secondarie di primo grado. Aspiro a creare una continuità educativa che accompagni i bambini dal nido lungo un percorso unico, rispettoso dei loro tempi naturali. Attraverso l'uso del materiale scientifico Montessori, ogni bambino può sperimentare attivamente e costruire una profonda consapevolezza del mondo che lo circonda.

Può fare un esempio concreto?

Stefania Badalotti: L'aneddoto del bambino che definisce 'tilango' un sasso a forma di triangolo ci offre uno spunto prezioso sulla crescita infantile. Identificare e nominare una figura geometrica in tenera età è un segno di notevole elaborazione mentale, poiché la concettualizzazione di un oggetto è strettamente legata alla nostra capacità di nominarlo. Esperienze come questa evidenziano lo straordinario potenziale di apprendimento dei bambini e la velocità con cui iniziano a decodificare la realtà circostante.

In tre parole, cos’è Casa Bimbo?

Stefania Badlotti: Lavoro in questa realtà sin dalla giovinezza; per me ha rappresentato il fulcro di un’importante crescita personale. Oggi, Casa Bimbo evolve costantemente, ampliando il proprio raggio d'azione verso nuovi orizzonti sociali. Un esempio tangibile è l’integrazione di Kaleidos, una cooperativa sociale attiva dal 1995 che si occupa dell’inserimento lavorativo di persone in condizione di svantaggio. Gli arredi che vedete in quest’ufficio sono frutto del talento delle persone operanti nel laboratorio, che a breve si trasferirà nei locali sottostanti. Qui daremo nuova vita a ceramica, vetro e legno attraverso il recupero creativo, confermando l’impegno di Casa Bimbo in iniziative sociali a 360 gradi.

Che cosa rappresenta per lei Casa Bimbo? 

Bettina Siller: Casa Bimbo è per me una seconda famiglia. In questi 22 anni sono cresciuta non solo come professionista, ma soprattutto come persona. Per me, questa realtà è sinonimo di cooperazione e scambio quotidiano: un poggiare l'uno sull'altro per costruire insieme. Qui i bambini hanno l'opportunità di orientarsi nel mondo fin da piccoli, imparando a esprimersi e a realizzarsi grazie a materiali accuratamente scelti e a un accompagnamento costante

Può farci degli esempi? 

Bettina Siller: L'educazione passa per i piccoli gesti quotidiani, come imparare ad apparecchiare con precisione. Attraverso l'uso di riferimenti visivi (un cerchio per la posizione del bicchiere), i bambini acquisiscono un'autonomia che riportano con orgoglio nelle loro case. Per scelta, non utilizziamo posate o stoviglie di plastica: preferiamo vetro e ceramica. Questo permette ai bambini di comprendere il concetto di fragilità e le conseguenze delle proprie azioni: se un oggetto si rompe, non è più utilizzabile. Insegniamo così, concretamente, il rispetto e il valore degli oggetti.

Come avete scelto di diventare membri di Raiffeisen?

Stefania Badalotti: Storicamente legati a Cooperdolomiti sin dalla nostra fondazione, riconosciamo in Casa Bimbo una realtà ampiamente autosufficiente. Tuttavia, il valore aggiunto di Raiffeisen risiede nella sua straordinaria capacità di rappresentanza. L’adesione di numerose altre cooperative del settore dell’infanzia trasforma l'appartenenza a questo network in un’efficace strategia di sistema e di gioco di squadra.

Grazie dell’intervista!